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Dany e il segreto dell’armadio del vento: Un libro che può cambiare il modo in cui i bambini vedono le proprie emozioni
Nel mondo della letteratura per l’infanzia, trovare storie capaci di avvicinare i più piccoli al complesso universo delle emozioni è sempre una sfida. “Dany e il segreto dell’armadio del vento” si presenta come un’opera che riesce a fare proprio questo, offrendo ai bambini un viaggio affascinante e delicato alla scoperta di sé stessi.
Il libro racconta la storia di Dany, un bambino curioso e sensibile, che un giorno scopre un armadio magico che custodisce il vento. Attraverso questo armadio, Dany impara a riconoscere e comprendere le emozioni che spesso lo turbano o lo confondono. La narrazione, ricca di immagini evocative e di situazioni con cui i bambini possono facilmente identificarsi, accompagna il giovane lettore in un percorso di crescita emotiva.
Ciò che rende speciale questo libro è la sua capacità di trasformare concetti astratti come la tristezza, la paura, la gioia o la rabbia in esperienze tangibili e comprensibili. Il vento, metafora della mutevolezza e dell’intensità delle emozioni, diventa un alleato prezioso per Dany, che impara a non temere ciò che prova, ma a dialogarci e a gestirlo.
Educatori e genitori hanno trovato in “Dany e il segreto dell’armadio del vento” uno strumento efficace per parlare con i bambini di emozioni, favorendo l’empatia e la consapevolezza emotiva. Il libro invita i piccoli lettori a riconoscere i propri sentimenti come parte naturale della vita, incoraggiandoli a esprimersi senza paura.
In un’epoca in cui la salute emotiva è sempre più riconosciuta come fondamentale fin dall’infanzia, opere come questa rappresentano un contributo prezioso. “Dany e il segreto dell’armadio del vento” non è solo una storia da leggere, ma un’esperienza da vivere, capace di cambiare davvero il modo in cui i bambini vedono e vivono le proprie emozioni.
**Perché ho scritto per bambini (dopo aver scritto per adulti)**
Alcuni di voi sanno che ho già scritto un libro. Si chiama *"Il bambino che sparì dietro l'armadio"* ed è la versione per adulti della stessa storia. È crudo, autobiografico, senza filtri. È il libro che dovevo scrivere per me stesso, per guarire, per capire.
Ma mentre lo scrivevo, mi rendevo conto di una cosa: quel bambino di sette anni che ero io non poteva leggerlo. Era troppo duro. Troppo oscuro. Troppo pieno di domande senza risposta.
E allora mi sono chiesto: *cosa avrei voluto leggere io, a sette anni?*
Non volevo qualcuno che mi dicesse "andrà tutto bene" quando non ci credevo nemmeno io. Non volevo qualcuno che mi dicesse "non avere paura" quando la paura era l'unica cosa che conoscevo bene.
Volevo qualcuno che mi dicesse:*"Va bene avere paura. Ed ecco come attraversarla."
Volevo una storia. Una storia in cui un bambino come me scopriva che sentire troppo non era un difetto. Era un dono. E che c'era un modo — semplice, concreto, tangibile — per non essere travolto.
Volevo qualcuno che mi insegnasse a **respirare**.
“Malcantone, quella valle tra due montagne dove il vento conosce tutti per nome“
Danilo Treccani

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